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DONNE: CUORE DELL'EUROPA FORTEvenerd́ 3 aprile 2009

DONNE: CUORE DELL'EUROPA FORTE

Non si può pensare al progresso dell'Europa senza l'apporto fondamentale delle donne: è stato questo, in sintesi, il messaggio del seminario "Donne, cuore dell'Europa forte", promosso dalle deputate europee Pd-Pse Monica Giuntini, Donata Gottardi, Catiuscia Marini e Maria Grazia Pagano e a cui ha partecipato la deputata europea Pd nel Gruppo Alde Patrizia Toia. Due giornate di confronto il cui obiettivo è stato quello di mettere a confronto le esperienze di donne che rivestono ruoli centrali a livello delle istituzioni europee con quelle di amministratrici comunali, provinciali e regionali che vivono in prima persona la dimensione locale e che sono quindi le principali destinatarie dell'azione europea.
Un obiettivo pienamente raggiunto: hanno infatti partecipato agli incontri la vicepresidente della Commissione europea Margot Wallström, l'ambasciatrice della Commissione europea presso il Consiglio d'Europa Luisella Pavan-Woolfe, la presidente della Commissione affari economici e monetari (Pse) del Parlamento europeo Pervenche Berès e la coordinatrice del Gruppo Pse nella stessa Commissione Elisa Ferreira, la presidente Donne Pse Zita Gurmai e la segretaria generale del Gruppo Anna Colombo. Il seminario ha inoltre visto il contributo di Poul Nyrup Rasmussen presidente Pse, Hannes Swoboda vicepresidente del Gruppo Pse e il capodelegazione italiana Gianni Pittella. Per il Partito Democratico sono invece intervenuti il coordinatore del Dipartimento Esteri, Luciano Vecchi, e la responsabile per le Pari Opportunità, Vittoria Franco.
E' stata un'occasione per fare il punto su quanto è stato raggiunto finora in termini di politiche di genere, e per discutere sulle azioni da proporre in futuro. In particolare sono stati più volte richiamati due concetti essenziali: l'importanza della presenza delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni e l'integrazione del principio di parità in tutte le politiche. Due elementi indispensabili da promuovere tanto nella dimensione europea come in quella locale.
In ciascuna delle sessioni del seminario è inoltre emersa la questione della crisi economica, che vede come prime vittime proprio le donne: come sottolineato anche dal presidente Rasmussen, l'attuale crisi colpisce in primo luogo le donne perché rappresentano ancora la categoria più esposta ai licenziamenti e alla precarietà. Sono stati più volte presi in considerazione i dati italiani di occupazione femminile e le differenze, non solo retributive, purtroppo ancora esistenti tra donne e uomini (il "gap salariale" che si aggira intorno al 18% in Europa). Ma le donne possono allo stesso tempo contribuire in maniera decisiva al superamento della crisi: se si riuscirà ad investire in un piano di ripresa comune che tenga conto dell'occupazione femminile, procedendo a un ammodernamento dei servizi pubblici e impegnandosi per superare il divario retributivo.
Tutto ciò non potrà però essere realizzato se non verrà promossa attivamente una reale inserzione delle donne al centro della presa di decisione, tanto al livello del mondo dell'impresa come in quello politico, superando stereotipi e ostacoli che impediscono ancora oggi alle donne di poter essere dove conta. 

Maria Laura Formisano
 

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