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MAGGIORI AIUTI ALLE VITTIME DELLA GLOBALIZZAZIONEvenerd́ 8 maggio 2009

MAGGIORI AIUTI ALLE VITTIME DELLA GLOBALIZZAZIONE

Il Fondo di Adeguamento alla globalizzazione, nato nel 2006 dall'utilizzo di residui di bilancio, ha l'obiettivo di far fronte ai contraccolpi sociali delle ristrutturazioni industriali avvenuti a seguito della globalizzazione. A poca distanza dalla sua introduzione tuttavia, ci si è resi conto della necessità di cambiare il regolamento per apportare delle modifiche sostanziali allo stesso.

Con un maxiemendamento, frutto di un accordo informale negoziato con il Consiglio, il Parlamento ha adottato ad ampissima maggioranza una serie di modifiche che entreranno in vigore, dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell'UE, con effetto retroattivo dal 1 maggio 2009. Le modifiche riguardano sostanzialmente i criteri di accesso al Fondo, nello specifico: la soglia per la ricevibilità delle richieste di aiuto è stata abbassata da 1000 a 500 lavoratori licenziati; la durata del sostegno ai lavoratori è stata ampliata, passando dagli attuali 12 mesi a 24 mesi; il contribuito finanziario dell'Unione europea sarà aumentato a 65% (attualmente è il 50%) con il 35% a carico dello Stato membro interessato. Infine per il calcolo dei 500 lavoratori licenziati, si terrà conto anche di quei licenziamenti che sono avvenuti tra "l'annuncio" del piano e "l'adozione" concreta dello stesso.

Una modifica importante riguarda la natura stessa del FAG: fino al 2011 il ricorso al Fondo sarà possibile quando si verificano ristrutturazioni/contraccolpi sociali indotti non solo dalla "globalizzazione" ma anche a seguito della "crisi economica e finanziaria";

In occasione delle votazioni, l'on. Panzeri, vicesegretario della delegazione Italiana del Gruppo Socialista e membro della commissione occupazione e affari sociali, ha dichiarato " L'adozione di queste modifiche è un passo importante ma non sufficiente. Bisogna cambiare la ragione sociale. Dobbiamo far diventare questo strumento un vero propulsore di politiche attive del lavoro. Rispettando il principio di sussidiarietà e le competenze degli stati, occorre dotarsi di un Fondo comune, con risorse adeguate, che regoli non solo le condizioni per la richiesta del sostegno, ma che contenga vere e proprie linee guida comuni, per una governance economica in grado di orientare la gestione della crisi e di imprimere i necessari cambiamenti, all'insegna dello sviluppo socialmente ed ambientalmente sostenibile. In tale contesto lavoreremo per l'adozione di una risoluzione del Parlamento europeo che imprima una svolta in tale direzione".


Tutte le informazioni in merito al FAG e le successive modifiche, nonché le procedure per la richiesta e i referenti per l'Italia sono disponibili su:

http://ec.europa.eu/employment_social/egf/index_it.html

Carlo Bittarelli
 

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