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PIU' COOPERAZIONE GIUDIZIARIA PENALE NELL'UEvenerd́ 8 maggio 2009

PIU' COOPERAZIONE GIUDIZIARIA PENALE NELL'UE - di Maria Grazia Pagano

Con una raccomandazione al Consiglio sul futuro dello spazio Ue di giustizia penale, adottata oggi a stragrande maggioranza, il Parlamento Europeo rileva come il livello di cooperazione giudiziaria penale nell'Unione europea sia stato finora «piuttosto modesto», e certamente non all'altezza delle ambizioni del programma dell'Aia. Occorre certamente fare qualcosa di più. Non si capisce perché in altri campi, come quello della cooperazione giudiziaria civile, dell'asilo o dell'immigrazione i risultati siano soddisfacenti, mentre poco o nulla si sia riuscito a fare in campo penale. In questo settore mi aspetto e chiedo molta più attenzione, a partire dal futuro programma di Stoccolma, e spero che questa raccomandazione del Parlamento, cui mi è stata affidata la stesura come relatrice, possa fornire un utile punto di partenza per i lavori della prossima Presidenza svedese.
Il principio del reciproco riconoscimento, pietra miliare della cooperazione giudiziaria, è lungi dall'essere realizzato in maniera soddisfacente, e questo perché, a mio parere, manca una cultura giudiziaria comune a livello europeo, basata sulla fiducia reciproca, su principi comuni e un certo livello di armonizzazione.
Questa cultura comune deve essere innanzitutto fondata sulla protezione dei diritti fondamentali, con particolare attenzione alla protezione delle vittime, alle condizioni delle carceri, ai diritti dei detenuti ed alle garanzie procedurali.
La relazione sottolinea come la formazione di giudici, procuratori, avvocati e altri operatori della giustizia, giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo di una cultura giudiziaria comune a livello europeo. Occorre fare il punto, insieme a Commissione e Parlamento europeo, sullo stato attuale della formazione giudiziaria nell’UE, esaminandone i punti deboli e le necessità, e di agire per superare l'attuale modello formativo basato prevalentemente sulle scuole di specializzazione nazionali che non hanno contribuito a creare una vera cultura giuridica comune. La mia proposta è stata quindi la creazione di una Scuola giudiziaria europea per giudici, procuratori, e altri attori giuridici, con un modello organizzativo solido e risorse sufficienti, che sviluppi dei curricula europei, fornisca formazione gratuita e permanente agli operatori giudiziari e rinforzi il programma di scambio dei magistrati.
Ma se la formazione è certamente il principale elemento di conoscenza reciproca, essa da sola non garantirebbe quel salto in avanti verso uno spazio giuridico comune: occorre per questo un quadro normativo comunitario più efficace. Non si può allora prescindere da una valutazione, per ora assente o sporadica, a tutto campo della giustizia, delle autorità giudiziarie e dell'implementazione delle direttive UE. La previsione di un gruppo di esperti per il monitoraggio permanente dell'attuazione negli Stati membri della legislazione comunitaria fornirebbe al legislatore europeo informazioni utili ad un'adozione consapevole delle misure normative, contribuendo così a migliorare o risolvere le carenze esistenti e gli ostacoli ad una piena ed effettiva cooperazione giudiziaria.

Maria Grazia Pagano
Deputato PD/PSE al Parlamento Europeo
 

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