Crescita nell’ Eurozona, ma c’è ancora preoccupazione

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Crescita nell’ Eurozona, ma c’è ancora preoccupazione

La crescita nell’ Eurozona continua ad essere stabile e positiva, a dircelo è il presidente della BCE Mario Draghi che ha voluto rassicurare gli investitori sui risultati della riunione di politica economica tenutasi ieri nell’ Eurotower. Un successo del quale però il presidente della Banca Centrarle Europea non si sente ancora del tutto soddisfatto, la sua preoccupazione si rivolge infatti alle recenti politiche attuate da Donald Trump negli Stati Uniti ed alla precaria situazione dei rapporti internazionali.

“Questa preoccupazione – ha rilevato – andava oltre il semplice tasso di cambio e riguardava lo stato generale delle relazioni internazionali in questo momento”. E, ha aggiunto Draghi, “se ciò dovesse portare a una stretta di politica monetaria indesiderata e che non è giustificata, allora dovremmo ripensare alla nostra strategia”. A quanto si evince dalle dichiarazioni di Draghi, il suo pensiero verso gli USA è condiviso da diversi membri del Consiglio direttivo della BCE che guardano con cautela e timore agli sviluppi futuri.

Ciò non di meno i tassi di interesse sono rimasti invariati come ci si aspettava: il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Gli investitori, almeno per qualche altro mese potranno tirare un sospiro di sollievo, almeno finchè il programma di investimenti ed acquisto titoli della BCE rimarrà attivo: l’obiettivo è continuare gli acquisti dei titoli ad un ritmo di 30 miliardi di euro al mese, così da garantire una stabilizzazione dell’ inflazione.

Attualmente il programma è pensato per continuare fino a Settembre ma, qualora si dovessero verificare necessità straordinarie, il consiglio della BCE ha affermato che è pronto ad estenderne la durata per garantire la continua crescita dell’ Eurozona.

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