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Nonostante alcuni reperti rinvenuti presso la Rocca facciano pensare ad una realizzazione muraria riconducibile al XII secolo a.C., Scarlino viene per la prima volta citato in un documento del 973.

Nell’alto Medioevo transita sotto il dominio della potente famiglia degli Aldobrandeschi ed entra a far parte della circoscrizione diocesana di Roselle. Proprio in questo periodo trova forma Scarlino come centro abitato cinto da mura; è infatti l’epoca degli incastellamenti .

Il Castello viene citato in un documento ufficiale del 1108, allorquando metà dello stesso viene ceduto, per volontà del defunto Ranieri degli Aldobrandeschi, al vescovo di Roselle.

Verso la fine del Duecento lo si trova nel novero dei domini pisani, potestà che dura sino all’affermarsi della signoria degli Appiani di Piombino, verso i primi del Quattrocento. Quindi transita sotto il dominio dei Medici e, dopo il Congresso di Vienna, sotto la potestà dei Lorena.

Il 1816 è una data importante perché, dalla fusione di Scarlino e Buriano, vede la luce l’unico Comune con Scarlino capoluogo, che entra a far parte della provincia di Grosseto. L’amministrazione lorenese amplia la rete stradale e fa decollare l’opera di bonifica della zona paludosa ai piedi del Monte Alma.

Un monumento ubicato nella piazza principale del paese raffigurante Garibaldi con lo sguardo rivolto verso il mare – in direzione di Cala Martina – ricorda il pernottamento dell’Eroe dei Due Mondi tra il 1 e il 2 settembre 1849 e la successiva fuga, il 2, verso Venezia, dopo la sconfitta della Repubblica Romana.

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