12/10 storie e reportage, IRAQ:

Un video, probabilmente ripreso da un elicottero, mostra il lancio di un missile su una strada di Falluja. La sequenza, diffusa dal network britannico Channel 4, è stata acquisita dal Pentagono, e secondo alcuni esperti potrebbe dimostrare che è stato commesso un crimine di guerra

12 ottobre 2004 – La guerra vista attraverso gli occhi di una telecamera posta nella cabina di un elicottero: ombre sulla strada, ordini concitati e l’ok al lancio di un missile. Poi lo scoppio.Prima del lancio del missile si vedono dei pedoni camminare per una strada di Falluja. Un membro dell’equipaggio, parlando col controllo li definisce “individui numerosi sulla strada” e chiede “di farli fuori” (“take them out”)

10 secondi dopo la richiesta di fuoco è confermata dal controllo. La foto mostra l’esplosione iniziale.

La nube dell’esplosione è ben visibile e uno dell’equipaggio esclama: “accidenti ragazzi!” (oh dude!”). Nell’immagine si vedono le coordinate di tiro e le indicazioni del trasferimento della registrazione al satellite per l’invio alla base centrale. La dimensione della nube fa pensare che un numero elevato di passanti possa essere stato ucciso o ferito seriamente.

Queste immagini sono state diffuse da

Channel 4, una televisione inglese e fanno parte di un video di 59 secondi.. Il video include una pista audio con una conversazione tra il pilota e il controllo di missione. In nessuna fase della conversazione col controllo si fa cenno alla potenziale minaccia rappresentata dalle persone inquadrate dalla camera.

Il filmato era già noto ed un sito islamico, ‘Alezah.com’, lo aveva mostrato il 25 settembre scorso. Era contenuto in un agghiacciante documentario dal titolo Il destino di un traditore , nel quale le sequenze del bombardamento erano montate con la ripresa della decapitazione di un autista egiziano, Mohamed Fawzy Abdel Al.

In quella prima diffusione l’ostaggio, prima di morire, confessava di essere una spia. L’uomo, che indossava una galabia a losanghe grigie ed era inginocchiato e con le mani legate dietro la schiena, commentava una inquadratura nella quale si vedevano di due piccole capsule metalliche, contenute in un blister di plastica. Secondo le parole dell’egiziano si trattava di strumenti tecnologici in grado di permettere l’individuazione di obiettivi da parte dei sistemi di puntamento degli aerei. Mohammed a quel punto affermava di aver lanciato lui stesso oggetti simili contro un gruppo di mujahiddin, subito dopo uccisi in un raid dell’aviazione statunitense. Seguivano le immagini della sua esecuzione.

Il Pentagono, in relazione al video dell’incursione dal cielo, ha affermato che esperti stanno studiando la sequenza per comprendere la dinamica dell’attacco di militari americani a “cittad

ini iracheni sconosciuti”. Il tenente colonnello Steven Boylan, del Combined Press Information Centre di Baghdad, per spiegare l’accaduto ha dichiarato: “Il pilota ha visto un gruppo di persone che usciva di corsa dal palazzo, girava l’angolo della strada e si dirigeva verso un gruppo di marines che stavano subendo un attacco. Quando il pilota ha chiesto cosa fare al comando di missione ha ricevuto l’ordine di aprire il fuoco, perché quelle persone erano gli aggressori dei militari americani”.

La ricostruzione è giudicata dal giornalista di Channel 4, che ha intervistato l’ufficiale Usa, poco verosimile. Nella prima parte del filmato, in campo largo, non si vedono marines attaccati, la folla non corre e non è possibile affermare che escano da un palazzo. Inoltre è poco logico pensare a un gruppo di guerriglieri in gruppo, a passeggio al centro di una strada e allo scoperto, mentre un caccia bombardiere li sta sorvolando. Il reporter di Channel 4 conclude sostenendo che il network ha fatto esaminare il documento filmato a due tra i massimi esperti di cose militari a Londra. I due tecnici hanno ritenuto improbabile la ricostruzione fatta da Boylan. Secondo un altro quotidiano inglese, The Indipendent’, alcuni critici sostengono che l’episodio potrebbe configurarsi come crimine di guerra (Critics say it proves war crimes are being committed).

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