Senza categoria

Clooney e Canalis si sono lasciati L’annuncio in un comunicato

Società e costume di Beppe Amico

Un po’ per uno…non fa male a nessuno

Narcisismo e atteggiamenti narcisistici nella società moderna

Con una frequenza sempre maggiore si riscontrano nell’epoca attuale atteggiamenti di matrice narcisistica. Conosciamo molto bene la leggenda di Narciso costretto a contemplare se stesso e la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente. La natura egoica del più celebre narcisista, sembra essere un fenomeno ricorrente soprattutto negli ultimi venti – trent’anni in tutte le società contemporanee.

Il narcisismo è la tendenza ad investire più sulla propria immagine che sulla realizzazione del sé. Lo psicanalista Kerberg afferma che i narcisisti non sono in grado di distinguere tra l’immagine di chi credono di essere e l’immagine di chi effettivamente sono.

Il mito di Narciso perciò si perpetua nei secoli e mai come ora è in auge tra i popoli. L’era industriale e tecnologica, la concezione atomistica della vita, il benessere più o meno diffuso nelle società moderne sono forse i motivi scatenanti di una così diffusa tendenza narcisistica che, scrive Marisa Aloia , può essere di due specie. Secondo la studiosa possiamo distinguere il narcisismo benigno da quello maligno; due atteggiamenti contrapposti, che da una parte contribuiscono alla crescita dell’uomo e dall’altra lo rendono schiavo di schemi e convenzioni imbrigliandolo in una rete che non gli permette di manifestare le potenzialità espressive della sua individualità.

Se il narcisismo che accompagna così frequentemente le azioni degli uomini rimane tale, cioè fine a stesso e non condivide con l’altro l’aspetto positivo delle conquiste scientifiche e dei piccoli traguardi quotidiani che hanno contribuito al progresso dell’umanità, della famiglia, della società, l’uomo rimane soggiogato da un individualismo che non lo fa crescere, né maturare. Quale più grande soddisfazione se non quello di condividere un successo, una scoperta, un traguardo raggiunto con sacrificio e abnegazione con gli altri, con i propri collaboratori, con i familiari? Che misera soddisfazione se tutto resta chiuso in una mentalità schematica e convenzionale che non si apre all’altro e condivide per il beneficio di tutti, ma si chiude per tenere per Se tutti i meriti, le glorie, i privilegi!

Il narcisismo di natura benigna è quello che vede l’uomo concentrato nel quotidiano, sull’Io individuale, impegnato nella lotta per la conquista, ma che guarda con un certo interesse anche le istanze e le esigenze dell’Io sociale. E’ ammirevole chi provvisto di qualità e doti non comuni si mette al servizio di chi non ne ha o di quelli che sono rimasti indietro. E’ nello scambio reciproco che si innalza il livello di tutti e nella condivisione si trova la gioia di vivere e di esistere. Qualsiasi traguardo raggiunto sarà più dolce e meritorio se condiviso con gli altri.

Si definisce invece narcisismo maligno quell’atteggiamento che riconoscendo di dover aprire il cuore e condividere qualcosa con gli altri, si chiude per egoismo, per paura, per diffidenza, per preoccupazione che nell’aprire se stesso abbia sempre qualcosa da perdere.

Questi tipi, come afferma molto acutamente Alexander Lowen nel suo saggio sul narcisismo, hanno rimosso i sentimenti, ingigantito l’Io a detrimento del Sé che non si percepisce più in maniera reale.

Scrive ancora Lowen: “Crediamo che l’apparenza sia importante e spesso facciamo davvero ogni sforzo per fare una buona impressione. Vogliamo sembrare più giovani, più belli, più virili, più eleganti e così via. C’è addirittura chi per riuscirci ricorre alla chirurgia plastica. Questa preoccupazione è talmente radicata nel nostro modo di vivere da indurci a volte a pensare che chi trascura il proprio aspetto sia emotivamente indisturbato. Siamo tutti narcisisti allora? Dobbiamo concludere che il narcisismo è un aspetto normale della personalità umana? No. Il narcisismo, secondo la mia opinione, è una condizione patologica: c’è differenza fra un interesse sano per la nostra apparenza, basato sul senso di sé, e lo spostamento di identità del sé all’immagine, che è caratteristico dello stato narcisistico”.

§§§

Esistono altri tipi di narcisismo e di atteggiamenti legati al narcisismo, ma qui non abbiamo spazio sufficiente per affrontare i vari aspetti di quella che sembra essere diventata una tendenza piuttosto generalizzata nella società odierna.

Alcuni soggetti narcisistici sono concentrati sulla quotidianità, ma a differenza dei primi che vivono anche in funzione dell’Io Sociale, questi conducono la loro esistenza nella ricerca spasmodica dell’interesse materiale, di comodità, privilegi, divertimenti; tutto questo nel tentativo di compensare le loro insicurezze e il loro vuoto interiore, l’emarginazione che temono ad ogni piè sospinto. Questi tipi vivono contraddizioni spaventose tra la percezione del loro Se ideale (l’immagine corporea di se) e il loro Io individuale (il prodotto mentale del valore personale) e colmano ciò che non possono ottenere (amore, stima, affetto, approvazione) con dei surrogati che non garantiscono nessuna autonomia e felicità duratura.

Durante la mia vita ho conosciuto narcisisti dell’una e dell’altra specie. Quelli che riconoscendo che la torta era abbastanza grande erano disposti a suddividerla in parti uguali e quelli che si strafogavano tutto senza preoccuparsi che l’indomani sarebbero stati forse colti da un occlusione intestinale da premo Oscar.

Non c’è ne il tempo ne lo spazio sufficiente per analizzare le motivazioni psicologiche di quest’ultimo tipo di narcisismo, forse lo potremo fare in qualche altra occasione, ma una cosa la possiamo dire per concludere questa nostra breve riflessione: Come recitava il detto? “Un po’ per uno non fa male a nessuno”.

Share: