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Da Pegaso a Varenne

Lo Spettacolo ‘CAVALLI E MITI: DA PEGASO A VARENNE’

( Piazza del Popolo e spazi dedicati)

Un evento, motivo di attrazione inedita per la città di Roma, che ha luogo in una delle sue piazze più frequentate e storicamente sede di grandi avvenimenti di massa.

Piazza del Popolo è una piazza teatro, perfetta per una rappresentazione, visibile da ogni angolazione che permette di ottenere una “tridimensionalità” dell’evento: il pubblico si sente partecipe di quanto accade, non è separato da transenne ma in mezzo al movimento delle grandi macchine sceniche, quasi protagonista dell’evento.

L’allestimento delle grandi macchine sceniche e le prove dei diversi gruppi di artisti coinvolti nello spettacolo prolungano il tempo delle festa, proiettandolo su due giornate piene tra prova generale e spettacolo.

Si vuole quindi creare un accadimento indimenticabile: un viaggio della fantasia in grado di emozionare qualsiasi pubblico: adulti e bambini, romani e turisti Un avvenimento inedito nella sua attuale forma compositiva, con l’impiego di materiali scenici di grande impatto visivo. L’evento così concepito si rivolge alle emozioni per suscitare entusiasmo e sogno, in grado di imporre il cavallo, il soggetto della nostra ‘Festa’, come oggetto dell’immaginario collettivo. Per questo abbiamo individuato come unico tema possibile: IL CAVALLO NEL MITO.

Ecco la struttura dell’evento:

Entrano nella piazza per primi i Grandi Libri, le cui pagine periodicamente sono sfogliate da giovani danzatrici; i libri raccontano ‘I Cavalli onirici’: dall’alato Pegaso, al sogno della statua equestre di Leonardo, ai cavalli-mostri dell’immaginario medievale, ai cavalli alati del mondo astrologico rinascimentale.

Entra nello spazio di spettacolo un’inedita ‘quadreria’, composta da dieci ‘tableaux vivants’. Ciascun quadro è ricoperto di drappeggi, e su di ognuno di essi è posta una grande cornice dorata, in modo che quanto allestito all’interno dello cornice stessa risalti come stagliato dentro una raffigurazione pittorica. Il tema dei tableaux vivants è ‘I cavalli dell’Olimpo’.

I Quadri mobili si schierano nella piazza e di fronte a loro, improvviso nel buio, si accende un grande ventaglio di minuscole gocce d’acqua nebulizzata, e su questo schermo naturale vengono proiettate grandi immagini che hanno come soggetto il cavallo in lotta. Il cavallo come compagno dell’uomo nei momenti di rischio e di imprese. L’acqua si allarga come una grande coda di pavone a riempire con immagini suggestive lo spazio, mentre il testo racconta questo rapporto inscindibile tra l’uomo e il suo partner nel cimento della vita.

Giungono poi, avvolte in quattro perle d’acqua e di luce, delle armoniche creature, che danzano sospese all’interno delle grandi Sfere, che ruotano sul loro asse, incedendo per la strada tra la meraviglia del pubblico. Le creature all’interno della sfera rappresentano l’Ippocampo. Le Sfere, trasparenti e ricolme di luce, contengono all’interno un’acrobata, con un costume creato ad hoc, che danza nel vuoto, sospeso a fili invisibili.

L’evento prosegue con una sfilata maestosa degli Dei dell’Olimpo: su palcoscenici mobili, ornati di cavalli rampanti, guidano il maestoso corteo Atena (o Minerva), accompagnata da Poseidone (Nettuno). Gli Dei sfilano avvolti in un tripudio di fuoco speciale, che incendia le redini, che copre l’intero parterre del palcoscenico, che diventa ornamento e gioiello, gioco ludico, abito infuocato.

Ed ecco l’apparizione più magica: due carri ornati entrano nella piazza. Sono i carri del Sole e del Cielo, che si narra venissero trainati da magnifici cavalli. Questi Carri sono i battistrada di una magnifica Sfera volante, che si libra nell’aria e che è guidata da Efesto (il Sole), un’acrobata sospeso sotto la sfera, che danza nel cielo con essa; e di un’altra Sfera, di identiche dimensioni, che raffigura la Notte, su di un carro trainato da cavalli che solca la volta celeste. Ed anche la Notte è accompagnata da Nyx, che vola ad essa sospesa.

Dietro di loro, un volo straordinario di Amazzoni, che attraversano l’etere sospese anch’esse a sfere, che rappresentano le stagioni: l’Estate, l’Autunno, la Primavera, l’Inverno. Le Amazzoni volano nello spazio ampio della piazza, e si compone una coreografia aerea di grande suggestione, alla quale partecipano anche il Sole e la Notte. Gli spettatori sono circondati dalle figure in volo, che si librano sopra le loro teste, che invadono tutto lo spazio e che riempiono di armonia la perfetta armonia dell’architettura che le ospita.

Sulla coreografia delle Sfere volanti si illuminano grandi lune che diffondono un chiarore latteo nella piazza e disegnano un’inarrivabile visione d’infinito. Nella scena appaiono, accompagnati da una schiera di porteurs, delle grandi strutture barocche, sulle quali sono disegnate immagini cosmogoniche. Ed ecco che, nel buio della notte rischiarato dalle gigantesche Lune, si accendono, stelle e soli, a chiudere la ‘Carta del Cielo’.

Sullo schermo d’acqua appare una grande immagine di Varenne, la relazione tra gli albori della storia del cavallo, partner di uomini e dei, e la sua contemporaneità.

Le quattro Amazzoni e le loro Sfere Volanti scortano solennemente Varenne al centro della piazza. La ‘grande festa del cielo’ introduce così, finalmente, Varenne, che giunge con la dimensione del suo Mito contemporaneo.

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