Senza categoria

Il buon samaritano assente

di Laura Zani

PORDENONE (31 maggio) – Ha abbracciato la comunità ucraina greco-cattolica di tradizione bizantina che ieri ha celebrato, nella Casa della Madonna Pellegrina, la festività di Ognissanti secondo il suo calendario. Ma ha anche colto l’occasione per riproporre ancora una volta un severo monito contro il consumismo che invade sempre più gli spazi e le giornate dedicate alla preghiera, con un invito all’“obiezione di coscienza” contro le aperture domenicali dei supermercati. Per il vescovo di Concordia-Pordenone monsignor Ovidio Poletto la comunità ucraina, ormai stabilmente ospite della Casa della Madonna Pellegrina per le sue celebrazioni settimanali, costituisce un esempio da additare ai fedeli della Diocesi.

«Se oggi sono qui – ha spiegato il vescovo, arrivato poco prima del rito eucaristico e salutato con un applauso dai fedeli della comunità ucraina –, è per dirvi grazie per la testimonianza di fede che date ai confratelli della Chiesa italiana, che portano il peso del consumismo». «Consideratevi presenze che fanno un tutt’uno con la nostra comunità cattolica: non è il rito che ci divide. Ma non imparate dagli italiani, che hanno fatto della domenica un giorno di mercato: in macchina ho un depliant nel quale si chiede di fare obiezione di coscienza contro i supermercati aperti la domenica».

Destinatari del saluto, le oltre duecento persone che hanno gremito la chiesetta interna alla Casa della Madonna Pellegrina. Presenti soprattutto famiglie, provenienti anche dal Veneto, ma anche molte badanti in Italia da sole, che in qualche caso hanno scelto di portare con sé le persone assistite. La festa ha occupato gran parte della giornata: alla celebrazione della divina liturgia, alla quale è intervenuto anche il Visitatore apostolico di Roma, sono seguiti un momento conviviale e poi un concerto.

La comunità che riunisce gli ucraini greco-ortodossi di tradizione bizantina unita con i romano-pontifici della provincia di Pordenone è nata sei anni fa ed è attualmente affidata alla guida di don Andrea Tanasiychuk: inizialmente le celebrazioni si svolgevano una volta al mese; ora l’appuntamento con la “divina liturgia”, l’equivalente della messa, è ogni domenica alle 14. A parteciparvi sono anche diversi italiani vicini alla comunità, tanto che il rito si svolge in parte in lingua ucraina, in parte in lingua italiana. La comunità è composta da 350-400 persone,di origine perlopiù ucraina ma anche moldava e rumena, tutte residenti nella provincia di Pordenone e dintorni, dal sacilese fino a Portogruaro. Le badanti sono circa il 70% del totale. «Io sono felice – ha aggiunto ancora il vescovo – che in questa casa tutte le domeniche voi possiate trovare accoglienza. Consideratela casa vostra».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Share: