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Se questa è un’area pedonale

Attualità

Chi volesse sapere con esattezza quante e quali sono nel centro storico di Reggio Emilia le aree in cui il transito e la sosta delle auto sono, o meglio, sarebbero vietati, può fare riferimento al sito internet del Comune e digitare le parole Area Pedonale. Compare un file con un lungo elenco di vie, vicoli, strade, piazze e piazzette. Quelle accanto alle quali compare la sigla AP, area pedonale, sono quasi un’ottantina. Caspita, non poche per un centro delle dimensioni di un isolato di una grande città.

In realtà, si scopre che la sigla AP non corrisponde affatto a luoghi in cui si vedono girare solo pedoni e biciclette. L’area pedonale del centro di Reggio è, di fatto, parte integrante della Ztl, la zona in cui il traffico veicolare è ‘solo’ sottoposto a qualche restrizione in più, ma non vietato in assoluto.

Basta fare un giro tra le strette e centralissime vie nei pressi del Municipio per accorgersene. Nelle vie Malta, don Minzoni, Fiordibelli, Berta, Migliorati e nella parte finale di via Guido da Castello – tutte in teoria aree pedonali – le auto in sosta occupano tutti gli spazi disponibili, e anche qualcuno in più che non sarebbe proprio consentito. Quelle poi che passano, si fermano, cercano uno stallo in cui sostare non si contano. Tutte, o quasi, munite di regolare permesso e, dunque, autorizzate.

In via Guido da Castello, all’incrocio con via San Pietro Martire, sempre area pedonale, in alcuni momenti si assiste a un viavai che pare d’essere in circonvallazione. Non mancano furgoni che scaricano merci e occupano marciapiede e metà carreggiata.

Solo in via Farini vediamo unicamente gente a piedi o in bici. Ma all’inizio di questa via c’è un pilomat, il dissuasore che si alza e si abbassa con il telecomando. Questo sembra davvero l’unico, concreto modo per tenere lontani i veicoli a motore dall’area pedonale. Dei cartelli, invece, in pochi sembrano curarsi.

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