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Teleriscaldamento.Le strategie di Agac

in discoteca con un clic

mercoledì 02 ottobre 2002, ore 09.37

Teleriscaldamento.Le strategie di Agac

Usando un gioco di parole si potrebbe dire che inizia una stagione calda per Agac. L’azienda consortile ha infatti presentato quattro progetti che ridisegneranno, nel giro di un paio d’anni, il sistema di teleriscaldamento funzionante, nella nostra città, dai primi anni 80. Un potenziamento, ma che porterà anche importanti benefici sul fronte dei gas serra. Secondo il protocollo di Kioto Reggio dovrà ridurre le emissioni di 265mila tonnellate l’anno. Il contributo dei nuovi impianti Agac consentirà di realizzare il 55% di questo obbiettivo. I dettagli dei progetti. Il teleriscaldamento serve oggi un terzo della città ed il 40% fra case ed uffici del capoluogo. Nel prossimo decennio il piano regolatore prevede una ulteriore crescita urbanistica di Reggio. Di conseguenza aumenterà considerevolmente la richiesta di calore. Gli attuali impianti non sarebbero però in grado di gestire l’impatto. Lo scorso inverno, in occasione della disastrosa nevicata del 13 dicembre vi fu un picco di richiesta di calore pari a 210 megawat, molto vicino al limite dell’impianto. Dunque serve potenziare e Agac lo farà con la costruzione di una centrale Turbogas, con un impianto di accumulazione, con la ristrutturazione di Rete 1 ed il potenziamento della centrale Pappagnocca. Il turbogas sorgerà all’interno dell’area di Rete 2. Sarà una centrale di piccole dimensioni con una potenza di 52 megawat, sedici volte più piccola di quella prevista a Brescello. Brucerà solo metano. I fumi anzichè essere dispersi nell’ambiente serviranno a generare vapore e quindi energia elettrica. I lavori di costruzione, affidati alla Edison sono appena iniziati e si dovranno concludere entro la fine del 2003 per una spesa di 43 milioni di euro. In attesa che la centrale sia pronta l’Agac ha predisposto una serie di interventi alcuni strutturali altri per far fronte ad emergenze come la rottura di una delle attuali caldaie. Nel sito della Pappagnocca arriverebbero, nel giro di alcune ore, delle caldaie mobili montate su dei container. Sempre la centrale Pappagnocca-Terrachini subirà un restyling estetico ed una radicale ristrutturazione tecnica. Dall’attuale potenza di 11 megawat, verrà portata a 40 megawat samantellando le attuali 4 caldaie a gasolio/metano e sostituendole con 2 a solo metano. L’impianto sarà progettato in modo tale da non aumentare le emissioni inquinanti (l’ossido d’azoto) nonostante il quadruplicamento di potenza. La centrale, ristrutturata, si svilupperà per un metro e mezzo sotto terra ed il terreno circostante sarà rialzato per diminuirne l’impatto visivo. Fra il campovolo e la stazione ferroviaria sorgerà invece un vero e proprio totem costruito con i bomboloni un tempo utilizzati da Agac per accumulare il gas. Ora accumuleranno, di notte, l’acqua calda per erogarla di giorno. Si tratta di 12 serbatoi in acciaio alti 20 metri con una capacità di 1.800 metri cubi. Saranno disposti verticalmente e rivestiti da un involucro costruito con una rete d’acciaio. Ultimo intervento quello relativo alla ristrutturazione di Rete 1, in via Ghandi, il primo impianto di teleriscaldamento costruito a Reggio. I vecchi motori cogenerativi saranno sostituiti da due nuove caldaie a metano.

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