Senza categoria

Coldiretti. Centomila firme per l’etichettatura obbligatoria

martedì 03 agosto 2004, ore 12.11

Coldiretti. Centomila firme per l’etichettatura obbligatoria

Le oltre 100 mila firme raccolte in Emilia Romagna per la proposta di legge popolare promossa da Coldiretti per l’etichettatura obbligatoria hanno centrato l’obiettivo. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che la legge sull’etichettatura dell’origine di tutti gli alimenti, approvata definitivamente dal Parlamento, è una risposta alle attese di trasparenza dei cittadini, che hanno il diritto di sapere cosa mettono nel piatto. “Voluta dalla sola Coldiretti tra le associazioni del mondo produttivo – ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – la legge ha avuto il sostegno di una larga parte della società. Su oltre un milione di firme raccolte a livello nazionale, più di 100 mila sono state raccolte in Emilia Romagna, regione che si è dimostrata particolarmente sensibile alla trasparenza alimentare. A tutti quelli che ci hanno sostenuto, va il nostro ringraziamento”. L’approvazione definitiva della legge, secondo Coldiretti – risponde all’esigenza di larghissima parte dei consumatori, visto che, secondo un’indagine di Coldiretti-Ispo, il 78% degli italiani ritiene necessario indicare in etichetta il luogo d’origine della materia prima agricola di tutti gli alimenti. “Con questa legge – ha detto Tonello – si rafforza il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, consentendo ai primi acquisti più consapevoli e i secondi maggiori opportunità sul mercato”. Secondo Coldiretti, nel pieno della globalizzazione dei mercati, la conoscenza dell’origine e della provenienza di un prodotto è uno dei punti di forza della filiera agroalimentare italiana perché punta sui prodotti dell’agricoltura nazionale, che i consumatori, sempre secondo Coldiretti-Ispo, in otto casi su dieci considerano affidabile. “L’etichettatura – commenta Tonello – potrà dare un contributo fondamentale anche a frenare l’ingresso nel nostro paese di prodotti agricoli a basso costo e di dubbia qualità, che senza la trasparenza sull’origine può essere confusa con i prodotti italiani, danneggiandone la qualità e l’immagine”.

Share: